CATEGORIA: Nutrizione e benessere

Pasta e dieta: come includerla nel proprio regime dimagrante senza compromettere la linea

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Quando si parla di percorso di dimagrimento, uno dei primi macronutrienti a finire sulla lista nera sono i carboidrati, e tra questi, la pasta è spesso considerata il nemico numero uno. 

Ma è davvero necessario eliminare la pasta per perdere peso? La verità è meno drastica di quello che si possa immaginare e a patto di seguire alcune semplici indicazioni è persino possibile dimagrire mangiando pasta.

Come? Le risposte ce le svela Diètnatural!

Dieta e pasta: due mondi agli antipodi?

Sul ruolo dei carboidrati all’interno di un regime alimentare equilibrato si sono scritti articoli di ogni tipo e ancora oggi esistono opinioni contrastanti sulla pasta. In molti - a volte spinti dalla disinformazione, altre da medici poco esperti nel campo della nutrizione - optano per un’eliminazione totale di questo ingrediente, ma è davvero necessario? 

Alimento basilare dell’apprezzata dieta mediterranea, la pasta ha raccolto intorno a sé molti falsi miti, primo tra tutti l’idea che faccia ingrassare e che sia dannosa per la salute. 

La verità è che essa svolge un ruolo molto importante all’interno di un percorso alimentare. 

I benefici della pasta sono numerosi, per esempio: 

  • È un’ottima fonte di energia

I suoi carboidrati complessi vengono scomposti gradualmente e rilasciano glucosio in tempi lenti. Questo garantisce all’organismo una riserva di energia per tutta la giornata. Si tratta dunque di un ottimo alimento per chi pratica attività fisica. 

  • Migliora l’umore e combatte lo stress

La vitamina B1 contenuta nella pasta stimola la produzione di serotonina nel sistema nervoso e riduce lo stress. Il rilascio di triptofano, precursore della serotonina, dona inoltre un senso di benessere generale. 

  • Favorisce il metabolismo

L’assunzione bilanciata di pasta, con il suo lento rilascio di energia, mantiene attivo ed equilibrato il metabolismo, in modo che consumi grassi e calorie in modo efficiente.

  • Fa bene al cervello

Fornendo al cervello il glucosio di cui ha bisogno (nonché la tiamina e l’acido folico), la pasta garantisce una fonte di energia costante per questo importante organo e tutto il sistema nervoso, favorendo la concentrazione. 

  • Aumenta il senso di sazietà

In quanto ricca fonte di fibre, questo alimento - soprattutto nella sua versione integrale - agevola l’apparato gastrointestinale e dona un senso di sazietà che riduce il senso di fame durante la giornata.

  • Protegge il cuore e la circolazione

Le fibre fornite dalla pasta integrale (se condita con ingredienti leggeri) riducono il colesterolo dannoso nel sangue, migliorano la salute delle arterie e - anche grazie al magnesio - contribuiscono a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna. 

  • È povera di calorie e grassi

La pasta presenta un livello di grassi piuttosto moderato e non è molto calorica. Per questo è un’ottima alleata per la perdita di peso, se consumata con moderazione e in modo corretto. 

La riduzione della pasta in una dieta chetogenica low-carb può essere utile per favorire la perdita di peso, a patto di farsi seguire attentamente da nutrizionisti esperti, ma è fondamentale tenere conto anche degli effetti dell'eliminazione della pasta sull’organismo. 

Cosa succede al corpo se si elimina la pasta?

Eliminare completamente la pasta e i carboidrati dalla dieta - soprattutto senza un supporto adeguato - non ha sempre effetti solo positivi, anzi. 

Inizialmente, potrebbe verificarsi una rapida perdita di peso: questo effetto, dovuto alla riduzione di ritenzione idrica e alla perdita di massa magra, è tuttavia un dimagrimento sbilanciato. 

Inoltre, a lungo termine, la mancanza di carboidrati potrebbe causare calo di energia, squilibrio degli zuccheri nel sangue e carenze vitaminiche con conseguente senso di stanchezza fisica e mentale. Infine può incidere anche sull’umore, causando irritabilità e difficoltà di concentrazione, con il rischio di cadere nella trappola della fame nervosa e rovinare i risultati ottenuti. 

È importante mantenere un equilibrio nutrizionale adeguato. La pasta si può includere in una dieta dimagrante, a patto di seguire alcune indicazioni per quanto concerne tipologia, quantità, cottura e condimenti.

Dimagrire con la pasta è possibile?

Appurato che mangiare la pasta a dieta non è affatto un’eresia, né un rischio per l’organismo, è bene stabilire qualche piccola regola. Il modo migliore per integrare la pasta in una dieta equilibrata è consultare un nutrizionista esperto o una clinica specializzata, in modo da creare un programma su misura per ogni necessità, da associare se necessari a degli integratori naturali. 

Se ami la pasta, ma vuoi tenerti in forma, ecco alcune indicazioni generali da seguire: 

  • Prediligi la pasta integrale: rispetto alla pasta raffinata, quella integrale è molto più ricca di fibre, che non solo fanno bene all’organismo, ma facilitano il percorso dimagrante, in quanto tengono attivo l’organismo e donano un senso maggiore di sazietà. Oltre all’integrale, anche la pasta di legumi è un’alternativa saziante e proteica. 
  • Condisci con sughi leggeri:  è vero che la pasta - soprattutto quella integrale - contiene pochi grassi, ma questa regola viene meno se il condimento scelto è unto e pesante. Prediligi dunque sughi leggeri, a base di verdure di stagione, carni e pesci magri, legumi o altre proteine poco grasse (anche il tofu è un’ottima opzione), e utilizza in quantità moderate olio EVO. Burro e formaggio andrebbero invece limitati. 
  • Scegli una cottura “al dente: sebbene la cottura possa sembrare un fattore secondario, anch’essa svolge un ruolo di rilievo in una dieta dimagrante. La pasta più adatta è quella al dente, poiché sazia di più ed è più digeribile. Inoltre garantisce un assorbimento più lento del glucosio, che evita i picchi glicemici e dona un buon apporto di energia durante il giorno. 
  • Non eccedere con le porzioni: per stabilire quanta pasta per perdere peso si può mangiare a porzione è necessario valutare le specifiche esigenze e il percorso dimagrante intrapreso, ma in genere è bene non superare gli 80 g per un consumatore adulto. In questo modo è possibile evitare un apporto calorico eccessivo. 

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